lunedì 19 ottobre 2009

CLANDESTINI



Tre giorni fa,

nel Canale di Sicilia,

sono morti dei clandestini.



Cento, duecento...

Erano trecento, nel ’96.

Era Natale, a Portopalo.



Uomini senza passato:

salutano la famiglia,

con un biglietto per Lampedusa.



Se sopravvivono al deserto,

e ai campi di concentramento, in Libia,

affrontano il mare, di notte.



Tengono gli occhi bassi,

quando uno muore,

e cade nel buio.



I clandestini partono da città affamate,

villaggi sconvolti dalla guerra:

danno nomi falsi, all’arrivo.



Il peso della vergogna ti sfinisce,

se hai tenuto per te il dolore.

Capita anche a noi, di tanto in tanto.

Pubblicato da Davide Camarrone

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