domenica 19 luglio 2009

Isola delle Femmine PA

http://www.isoladellefemmine.org/

http://www.youtube.com/watch?v=6AIcCPN7pG0&hl=it




STORIE E LEGGENDE

Il caratteristico profilo di un isolotto che rompe la monotona piattezza dell'orizzonte lungo la costa nord-occidentale della Sicilia è il segno distintivo del piccolo Comune di Isola delle Femmine. Ormai quasi un sobborgo di Palermo, cui è unita da un'autostrada e da una sequenza di palazzine e villette senza soluzione di continuità, il borgo marinaro conserva tuttavia le sue intrinseche caratteristiche e la sua personalità, mantenendo i legami con il passato pur proiettandosi nel futuro. Un passato, quello di Isola, che ha un sapore leggendario e che è legato proprio a quell'isolotto aspro e solitario tuffato nell'ininterrotto blu di mare e cielo.


Ai bambini passeggiando lungo l'anello del vecchio porto, si racconta la fantastica, orrida storia di una spaventosa prigione di donne, arroccata proprio sul quel brullo isolotto per isolare definitivamente le sciagurate dal resto del mondo. Agli occhi disincantati di un adulto il decrepito rudere che si erge nel punto più alto dell'isola, tutto sembra, invero, tranne che una prigione, ed infatti si tratta di quel che resta di una torre di avvistamento, parte del macchinoso quanto poco efficace sistema difensivo inaugurato nel Cinquecento in Sicilia. A questa torre, detta "di fuori" ne corrispondeva un'altra, quella "di terra", di forma circolare, che ancora si può osservare a sinistra del paese e che costituisce la più antica emergenza architettonica del luogo.


Un'altra leggenda, che unisce le vicende di Isola delle Femmine a quelle della vicina Capaci, vuole che il nome dell'isoletta derivi dalla presenza qui, in tempi remotissimi, di una minuscola comunità di donne turche, condannate all'esilio dai loro stessi congiunti per una non specificata colpa. Per anni le disgraziate vissero sull'isoletta nella torre da loro stesse costruita, fin quando i parenti, pentiti del proprio gesto, le raggiunsero per fare pace. Decisa a ricomporsi, la piccola colonia si trovò a fare i conti con la ristrettezza dello spazio a disposizione e decise di spostarsi sulla terraferma, dove fondò il nuovo paese di Capaci. Effettivamente anche la storia crea un legame fra Capaci ed Isola delle Femmine, ma lo basa su interessi economici: furono i pescatori di Capaci, infatti, che si recavano nel braccio di mare antistante Isola per pescare i tonni, a creare il primo nucleo della futura cittadina, realizzando una tonnara in piena regola alla quale appoggiarsi nel periodo di passaggio dei grossi pesci.


All'ombra della tonnara sorse più tardi una chiesetta ad uso dei pescatori e per lungo tempo, a causa della paura dei pirati che saccheggiavano i paesi della costa, insieme alla già nominata torre di avvistamento queste due furono le uniche costruzioni nel territorio isolano. Al principio dell'Ottocento, finalmente, pur essendo caduta in disuso la tonnara, i primi pescatori diedero vita al nuovo borgo marinaro che nel 1855, staccatosi da Capaci, divenne Comune autonomo. Circa un secolo più tardi, dopo un periodo di spopolamento dovuto alla massiccia emigrazione negli Stati Uniti, dove si raccolsero nella folta comunità di Pittsburgh, Isola delle Femmine riprese a crescere, acquistando l'attuale fisionomia di centro balneare. Naturalmente il turismo non è l'unica attività economica: fabbriche di arredamento, produzione di ceramiche (ad Isola delle Femmine ha sede lo stabilimento La Musa, noto per le belle ceramiche artistiche) e di imbarcazioni tipiche impegnano ugualmente gli isolani, garantendo al comune un certo benessere.

giovedì 11 giugno 2009

Leonardo Sciascia



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Come Chagall,vorrei cogliere questa terradentro l’immobile occhio del bue. Non un lento carosello di immagini, una raggiera di nostalgie:soltantoqueste nuvole accagliate,i corvi che discendono lenti;e le stoppie bruciate, i radi alberi,che s’incidono come filigrane.Un miope specchio di pena, un greve destinodi piogge: tanto lontana è l’estate che qui distese la sua calda nuditàsquamosa di luce – e tanto diversol’annuncio dell’autunno,senza le voci della vendemmia. Il silenzio è vorace sulle cose.S’incrina, se il flauto di cannatenta vena di suono: e una fonda paura dirama.Gli antichi a questa luce non risero, strozzata dalle nuvole, che gemesui prati stenti, sui greti aspri,nell’occhio melmoso delle fonti;le ninfe inseguitequi non si nascosero agli dèi; gli alberi non nutrirono frutti agli eroi.Qui la Sicilia ascolta la sua vita.
La Sicilia, il suo cuore

mercoledì 10 giugno 2009

Racalmuto video visita


Palermo Campione

http://www.youtube.com/watch?v=olGR4kd0nqk&hl=it



Zamparini: “Hernandez pronto per la A”
di Amministrazione RNG / Daniela RNG
Il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, si coccola il giovane talento uruguaiano Abel Hernandez, fresco campione d’Italia con la squadra Primavera."Hernandez non è pronto per la Serie A? Pato era pronto o no? Basta con questo discorso del troppo giovane - ha dichiarato il numero uno del club di via del Fante durante un' intervista rilasciata al Corriere dello Sport - Dategli due o tre anni e Abel diventerà uno dei più forti al mondo. Se uno vale trova spazio a qualsiasi età e sono certo che Zenga, quelli bravi, li butterebbe dentro anche a 14 anni. Anche Ballardini stravedeva per Hernandez ed infatti qualche presenza gliel´ha regalata. Differenze con Cavani? Edinson lavora bene anche lontano dalla rete mentre Hernandez ha maggior senso del gol ed ha una straordinaria facilità di conclusione".

martedì 2 giugno 2009

trinacria prov. milano

Oggi ho cercato di creare un gruppo su facebook col nome di questo blog, ho scoperto che ci sono persone che si ritengono offese dai contenuti di esso dunque è il momento di fare chiarezza l idea era nata a Magenta milano. Avevamo creato un associazione di siciliani che vivono in provincia di milano da qui il nome che secondo me è un simbolo, il simbolo dell integrazione, integrazione che è avvenuta tra tutti i popoli che hanno creato la Sicilia: Siculi,Sicani, Elimi ,Greci.Arabi e tutti gli altri che sono vissuti in Sicilia. L Integrazione che è avvenuta tra i popoli del sud, siciliani, calabresi ecc.... e Lombardo-Piemontesi che ci hann accolto seppur malvolentieri. un Simbolo quello della Sicilia che rappresenta non a caso un triangolo, il triangolo inferiore maschile che si integra con il triangolo superiore femminile. Per questo motivo pur essendo favorevole ad un pianeta dei popoli e non delle nazioni e pur avendo in simpatia Canepa e Turiddu credo in una Sicilia federata con l Italia . spero che questo post non offenda nessuno ma questa è la mia idea

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