giovedì 30 aprile 2009

feste e sagre Maggio

Maggio (3a domenica)
Noto (SR)
Primavera barocca - la 3a domenica di maggio: l'Infiorata
0931 836744
Maggio
Troina (EN)
Sagra della "vastedda cu sammuccu"
0935 656981
Maggio
Giarre (CT)
Sagra delle ciliege e delle rose
095 963111
Maggio
Nicosia (EN)
Sagra del maccherone
0935 638139
Maggio
S.Lucia del Mela (ME)
Sagra della ricotta
090 935806
Maggio
Tortorici (ME)
Sagra della ricotta
0941 421966
Maggio
Taormina (ME)
Festa del costume e del Carretto Siciliani
0942 23243
Maggio
Camporeale (PA)
Meeting di primavera
0924 36012
Maggio
Cinisi (PA)
Sagra della ricotta
091 8664144
Maggio
Trabia (PA)
Sagra delle nespole
091 8146117
Maggio
Castellammare del Golfo (TP)
Sagra della salsiccia e del pane unzatu
0924 592111
Maggio-giugno
Fondachelli Fantina (ME)
Sagra della ricotta
0941 651001
1 maggio
Solarino (SR)
Sagra della ricotta
0931 921384
1 maggio
Randazzo (CT)
Sagra del vino
095 7990069
1-3 maggio (ogni 5 anni)
Calatafimi (TP)
Processione del SS. Crocefisso
0923 545511
1a settimana di maggio
Scicli/Sampieri (RG)
Sagra del pomodoro
0932 841072
1a settimana di maggio
Calatabiano (CT)
Sagra della nespola
095 645391
1a settimana di maggio
S. Stefano di Quisquina (AG)
Sagra del formaggio
0922 989794
2a domenica di maggio
Roccella Valdemone (ME)
Sagra della ricotta
0942 965007
9-10-11 maggio
Lentini (SR)
Trecastagni (CT)
Sant'Alfio (CT)
Festa di Sant'Alfio, S.Cirino e S.Filadelfo

16 maggio
S. Angelo Muxaro (AG)
Sagra del miele
0922 919506
Ultima settimana di maggio
Scicli (RG)
Festa di Maria SS. delle Milizie
0932 931652
Ultima domenica di maggio
Ragusa
Rievocazione del martirio di San Giorgio e spettacolo pirotecnico finale
0932 621421
Maggio-Giugno (anni dispari)
Siracusa
Rappresentazioni classiche al Teatro Greco
0931 67415

Memento


“E’ normale che esista la paura in ogni uomo, l’importante è che sia sempre accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti.”P. Borsellino

lunedì 27 aprile 2009

domenica 26 aprile 2009

le barrette messina

http://www.youtube.com/watch?v=PZKt72cDFaM&hl=it
http://www.retesicilia.it/cultura/barette/
AREA DI PROGETTOTradizioni popolari e religiose nel territorio messineseI.T.I.S. Verona-Trento - Anno Scolastico 2000/2001
"LE BARETTE"
Origini e storia
Fra le antiche tradizioni religiose ancora oggi molto sentite, Messina ricorda anche la Processione delle "Barette", che si suole fare ogni anno il Venerdì Santo.Le origini della processione si fanno risalire al XV sec., periodo della presenza spagnola a Messina e sin dalla sua prima apparizione venne considerata la più importante manifestazione religiosa pasquale a Messina. Il termine "Barette" trova riferimento nelle origini del corteo religioso, poiché venivano portate a spalla un'immagine dell'Addolorata, un simulacro di bara con il Cristo morto, seguito da altre piccole bare. Già nel 1610 la Confraternita dei Bianchi deliberò di promuovere una processione con statue che rievocassero la passione di Cristo. Venivano portate in processione una statua dell'Addolorata seguita da cinque bare.Essa si svolgeva esattamente nella notte del Giovedì Santo alle "2 ore di notte", corrispondenti alle attuali ore 21.Nel 1801 la processione venne spostata al Venerdì Santo e negli anni successivi si arricchì di nuove Barette come "La caduta" e "L'ultima Cena". Il terremoto del 1908 interruppe la processione per 14 anni e distrusse alcuni gruppi statuari.Ripresa nel 1923, venne nuovamente interrotta nel 1940 a causa della guerra. I gruppi statuari ospitati nella chiesa del S.S. Salvatore vennero restaurati a Pasqua del 1945, anno in cui fu ripresa la processione con un percorso che toccava via Porta Imperiale e via Nino Bixio. Nel 1950 dopo una permanenza biennale nella chiesa di S.Caterina Valverde, le Barette vennero sistemate nel Nuovo Oratorio della Pace, l'odierna sede, da dove ogni anno si avvia la processione che si snoda per le strade del centro cittadino con la sfilata di undici Barette che rappresentano fatti riguardanti la passione e morte di Gesù.Questi gruppi statuari costituiscono ancora oggi una "Bibbia dei poveri" che veicola attraverso le immagini la conoscenza degli episodi sacri. Si possono rintracciare il senso della malinconia e della morte ereditato dagli Arabi e la fastosità nelle celebrazioni dei misteri dolorosi di Cristo tipico degli Spagnoli.Basti osservare la magnificenza della processione dei Misteri di Siviglia risalente al 1248 con 114 "Pasos", le Barette spagnole.Oggi la ricostituita Confraternita del S.S.Crocifisso che vanta le proprie origini sin dal 1751, cura l'organizzazione di questa processione e varie iniziative ad essa legate con l'intento di riprendere e rendere sempre più viva la devozione e il culto verso i misteri della passione del Signore.


sabato 25 aprile 2009

siculi sicani elimi

http://www.youtube.com/watch?v=yFK7BI1AHhQ&hl=it
elimi


http://www.youtube.com/watch?v=yuZe2t0rKGQ&hl=it siculi e sicani


















SICANI e SICULI

I reperti più antichi confermano la presenza in Sicilia di identità etniche appartenenti a tre diversi gruppi: Elimi , Sicani e Siculi. Secondo quanto riporta lo storico Tucidide, la Sicilia orientale era popolata dai Siculi, il centro dai Sicani e l'occidente dagli Elimi, essendo non indoeuropei questi ultimi due e sicuramente indoeuropei i primi.

SICANI
I Sicani, che abitavano la Sicilia centrale e sudoccidentale, non erano indoeuropei e subirono l'invasione di un popolo di questo ceppo linguistico. Gli studi archeologici fanno risalire al III millennio a.C. la venuta dei sicani nella Sicilia occidentale, in particolare nella parte situata ad ovest dell'Imera del sud. I loro contatti con la civiltà minoica sono stati convalidati da scoperte recenti mentre non sono tuttora chiari i rapporti esistenti con i vicini Elimi. Provenienti probabilmente dalla Spagna, i sicani fecero di Iccara, Inico e Indara i loro centri principali.
Dei due popoli autoctoni siciliani, i Sicani e gli Elimi, sappiamo soprattutto che furono influenzati dalle culture del Mediterraneo orientale. Da quella regione il rame era stato portato in Europa passando proprio per il Canale di Sicilia e per lo Stretto di Messina, e quelle rotte continuarono ad essere molto importanti anche nelle Età del Bronzo e del Ferro, quando i Micenei, i Cretesi e i Fenici avevano bisogno di attingere alle riserve metallifere iberiche.

SICULI
Il loro nome deriva dal re Siculo, figlio di Italo degli Enotri. Prima stabiliti in Bruzio, poi cacciati dalla Sabina, di nuovo stabilitisi in Campania fino a giungere in Sicilia. I Siculi si spinsero al di là dello Stretto di Messina due o tre secoli prima della colonizzazione greca: da essa furono quindi ben presto assorbiti. Soppiantando lentamente i sicani, questo popolo, che risale al II millennio a.C. si è insediato nella parte orientale dell'isola. I dati che si possiedono sulla loro lingua provano una certa affinità con il latino. Nemici dei greci, così come i sicani, ne assorbirono tuttavia la loro cultura. Ai siculi si attribuiscono il culto dei Palici.
Si trattava di due gemelli, figli di Zeus e della ninfa Talia. Vennero al mondo ben due volte (palin = nuovamente, ikein = venire), dalla madre prima e dalla terra poi, a causa della gelosia di Era (moglie di Zeus) che pregò la terra di ingoiare Talia. Ma in seguito il suolo si aprì generando due neonati, venerati in Sicilia come protettori della navigazione e dell´agricoltura.

Racconta Tucitide: "…pare che per primi vi si siano stanziati i Sicani…che erano degli iberi, scacciati ad opera dei Liguri dal fiume Sicano, che si trova appunto in Iberia. Dal loro nome l’isola fu chiamata Sicania, mentre prima era Trinacria; ed anche ora essi vi abitano nella parte occidentale. Espugnata che fu Ilio, alcuni dei Troiani sfuggiti agli Achei approdarono con le loro imbarcazioni in Sicilia, ove si stabilirono ai confini dei Sicani; e tutti insieme ebbero il nome di Elimi: Erice e Segesta furono le loro città. Ad essi si aggiunsero e con loro abitarono, alcuni Greci della Focile che, al ritorno da Troia, erano stati dalla tempesta sbattuti prima in Libia e di là in Sicilia.
Dall’ Italia, dove abitavano, i Siculi, che fuggivano gli Osci, passarono in Sicilia […] Dei Siculi ce n’è ancora in Italia, anzi la regione fu appunto chiamata Italia da Italo, un re dei Siculi, che aveva questo nome. Passati dunque in Sicilia in gran numero, vinsero in battaglia i Sicani, che confinarono nelle regioni meridionali e occidentali e fecero sì che l’isola, da Sicania, si chiamasse Sicilia. Compiuto il passaggio, occuparono e abitarono le zone più fertili del paese, circa trecento anni prima che vi ponessero piede i Greci. ".

sabato 18 aprile 2009

Lucio Tasca

Lucio Tasca (Palermo, 13 febbraio 1880Palermo, 6 maggio 1957) è stato un imprenditore e politico italiano.
Lucio Tasca Bordonaro era figlio di Giuseppe Tasca Lanza, sindaco di Palermo e Senatore del Regno. Ereditò il titolo di Conte d'Almerita.
Laureatosi in Giurisprudenza a Roma, fu volontario nella prima guerra mondiale. Nel 1920 aderì al Partito agrario siciliano, creato da un esponente della sua famiglia, Pietro Lanza di Scalea. Rese l'azienda agricola di famiglia, Villa Tasca , fra le più avanzate tecnologicamente di tutta la Conca d'oro, intorno Palermo. Dal 1922 gestì il feudo Regaleali, triplicando la superficie dei vigneti e ingrandì le cantine. Nel 1932 viene nominato Cavaliere del Lavoro per l'agricoltura.
Principale rappresentante della Società degli agricoltori siciliani, un raggruppamento dei latifondisti, fu chiamato dagli Alleati nel 1943 come primo Sindaco di Palermo del dopo fascismo.
Importante esponente del movimento indipendentista nell'isola, insieme al principe Giovanni Alliata Di Montereale‎ e al barone Stefano La Motta di Monserrato fu a capo della corrente agraria del separatismo siciliano e dell'EVIS. Scrisse “Elogio del latifondo siciliano”, forse il testo più famoso della letteratura separatista dell'isola.

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