martedì 18 agosto 2009

Mata e Grifone

http://video.google.it/videosearch?www_google_domain=www.google.it&hl=it&emb=0&aq=f&q=mata+e+grifone+messina+2009


Ogni anno il 13 (zona sud) e il 14 di agosto (zona nord), si svolge a Messina la passeggiata dei Giganti e dei loro cavalli. Le statue che misurano, da terra, poco meno di una decina di metri e sono costruiti in legno e in cartapesta, trainati da figuranti in costume, se ne vanno in giro per la città, con gran tripudio di folla. Secondo la leggenda, Mata e Grifone, sono considerati i fondatori della città: Grifone era un gigantesco saraceno di nome Hassan Ibn-Hammar, sbarcato nei pressi di Messina nel 970 d.C. con cinquanta suoi compagni pirati, depredava qua e là soprattutto tra Camaro e Dinnammare, il cui nome deriva proprio da Ibn-Hammar.
Un giorno, il moro vide la bella e formosa fanciulla, figlia di un nobile locale, tale Cosimo II di Castellaccio e Camaro, e se ne innamorò alla follia, tanto da chiederla in sposa al padre, il quale però gliela rifiutò. Il saraceno, offeso, si abbandonò a scorribande sempre più feroci. Per porre fine a questa situazione drammatica, il nobile messinese decise di acconsentire alle nozze, ma Mata pose la condizione che il saraceno dovesse convertirsi prima al cristianesimo. Il giovane, per amore, accettò la condizione, si convertì al cristianesimo e prese il nome di Grifo, ma, essendo grande e grosso, venne subito appellato Grifone,una volta sposato, smise di fare scorrerie e si dimostrò ottimo marito e affettuso padre dei moltissimi figli generati con Mata

giovedì 13 agosto 2009

Palio dei normanni





Il Palio dei Normanni di Piazza ArmerinaEvento di particolare interesse storico culturale è il Palio dei Normanni che dal 1952 si ripete ogni anno a Piazza Armerina in provincia di Enna.Dal 12 al 14 agosto i cavalieri dei quattro quartieri (Casalotto, Castellina, Canali e Monte) si esibiranno in gesta di atavico splendore dimostrando la loro devozione alla Madonna. Il Vessillo papale, il premio che viene assegnato al quartiere vincitore, è dedicato a Maria Santissima delle Vittorie Regina della Città. L’icona bizantina è conservata in un piccolo tempio d’argento, sull’altare maggiore della cattedrale e riporta incise le storiografie di autori siciliani a conferma dei fatti storici legati alla Sicilia e, in particolare, a Piazza Armerina. E’ una tavola di dimensioni 137 x 72 centimetri ricoperta da un supporto di tela su cui è dipinta l’effige della Madonna col Bambino e, ai lati, due medaglioni con gli angeli.Il Palio dei Normanni è la più antica manifestazione medioevale in costume del sud Italia. Prende spunto dalla guerra santa dei Normanni contro gli Arabi nel 1061 quando il Conte Ruggero d’Altavilla consegnava alle proprie truppe il sacro Vessillo donatogli dal papa Alessandro II. Nel 1161 il popolo di Piazza Armerina, in vista dell’imminente distruzione della città ad opera di re Guglielo il Malo, rinchiuse il Vessillo in una cassa di cipresso e lo nascose. Fu così che dell’icona si persero le tracce. Nel 1348, anno in cui Piazza Armerina veniva flagellata dalla peste, la Vergine Maria apparve in sogno a un sacerdote, tale Giovanni Candilia, rivelandogli il luogo il cui era stato seppellito il Vessillo. Recuperato, fu portato trionfalmente in città che venne immediatamente liberata dalla peste. Il miracolo fu attribuito alla Madonna.Oggi si rievocano le imprese del conte Ruggero dando vita a una Cavalcata e alla Quintana del Saracino, un torneo equestre che rievoca la lotta lei cavalieri contro gli Arabi.Il Palio dei Normanni ha inizio il 12 agosto con la consegna delle armi, da parte del Gran Magistrato, nella piazza del comune siciliano e la benedizione dei Cavalieri giostranti e dei Quartieri. Verrà posta una lampada votiva ai piedi del carro che custodisce l’icona della Madonna. Il giorno successivo la manifestazione entra nel vivo rievocando, in maniera molto suggestiva, l’ingresso delle truppe normanne in città e la consegna delle Chiavi di Plutia. Il 14 agosto è il giorno dedicato alla Quintana del Saracino, evento particolare in cui i Cavalieri giostranti dei quattro Quartieri compiono prove di abilità e destrezza contro una statua di legno adattata su un supporto girevole che rappresenta un saraceno. Dovranno, quindi, superare quattro prove. Il quartiere vincitore sarà quello che avrà totalizzato il maggior punteggio e riceverà il Vessillo papale raffigurante l’immagine di Maria Santissima delle Vittorie da conservare nella parrocchia del quartiere

mercoledì 12 agosto 2009

Commercio On Line

Pochi giorni fa ho avuto un piccola disavventura con un sito di prodotti Siciliani, la qualità è eccezionale tutti prodotti veramente buoni ,la nota dissonante è nella mancanza di una confezione adeguata.mi sono ritrovato con un vasetto di miele rotto che ha impastato tutto il resto del pacco fortunatamente il fornitore mi ha assicurato che la prossima volta mi mandera il miele e le altre cose che si sono deteriorate. Un saluto a tutti i commercianti on lne della nostra bella Sicilia nella speranza che possano migliorarsi e che servano meglio noi poveri clienti

Gioiosa Marea ME











GIOIOSA MAREA: CITTADINI "METTONO IN VENDITA" AMMINISTRAZIONE COMUNALE
PALERMO (ITALPRESS) - "I cittadini di Gioiosa Marea fortemente motivati cedono a titolo gratuito il sindaco, la Giunta e l'amministrazione comunale, senza possibilita' di reso. Porto franco vostra destinazione". E' quanto si legge su un manifesto apparso stamani in alcune bacheche e spazi pubblicitari a Gioiosa Marea (ME), secondo quando riportato sul blog http://parcodeinebrodi.blogspot.com. Nell'avviso si precisa che "non e' previsto alcun rimborso in caso di insoddisfazione dell'acquisto fatto". (ITALPRESS). ads/com 08-Ago-09 19:55 NNNN98063 Gioiosa Marea dista 245 Km. da Agrigento, 199 Km. da Caltanissetta, 113 Km. da Catania, 158 Km. da Enna, 88 Km. da Messina, alla cui provincia appartiene, 171 Km. da Palermo, 217 Km. da Ragusa, 171 Km. da Siracusa, 270 Km. da Trapani.Il comune ha una popolazione di 7.232 abitanti e ha una superficie di 2.631 ettari per una densità abitativa di 275 abitanti per chilometro quadro. Sorge in una zona pianeggiante, posta a 30 metri dal livello del mare.
Il nome del paese deriva dalla città di Gioiosa Guardia, distrutta dal terremoto del 1783, i cui abitanti fondarono il nuovo centro. L'appellativo di Marea è stato aggiunto per distinguerla dalla vecchia città. L'antico centro fu fondato nel 1366 dai Vinciguerra sul monte di Gioiosa Guardia e abbandonato alla fine del XVIII secolo. Il nuovo centro urbano sorse poi sulla costa.
Di notevole rilevanza artistica sono la chiesa Madre dedicata a S. Nicola di Bari, la chiesa di S. Maria delle Grazie e le Rovine dell'antica Gioiosa Guardia. Interessanti sono inoltre i resti archeologici rinvenuti a nord-est del monte di Gioiosa, risalenti al V sec. A.C..

domenica 19 luglio 2009

Isola delle Femmine PA

http://www.isoladellefemmine.org/

http://www.youtube.com/watch?v=6AIcCPN7pG0&hl=it




STORIE E LEGGENDE

Il caratteristico profilo di un isolotto che rompe la monotona piattezza dell'orizzonte lungo la costa nord-occidentale della Sicilia è il segno distintivo del piccolo Comune di Isola delle Femmine. Ormai quasi un sobborgo di Palermo, cui è unita da un'autostrada e da una sequenza di palazzine e villette senza soluzione di continuità, il borgo marinaro conserva tuttavia le sue intrinseche caratteristiche e la sua personalità, mantenendo i legami con il passato pur proiettandosi nel futuro. Un passato, quello di Isola, che ha un sapore leggendario e che è legato proprio a quell'isolotto aspro e solitario tuffato nell'ininterrotto blu di mare e cielo.


Ai bambini passeggiando lungo l'anello del vecchio porto, si racconta la fantastica, orrida storia di una spaventosa prigione di donne, arroccata proprio sul quel brullo isolotto per isolare definitivamente le sciagurate dal resto del mondo. Agli occhi disincantati di un adulto il decrepito rudere che si erge nel punto più alto dell'isola, tutto sembra, invero, tranne che una prigione, ed infatti si tratta di quel che resta di una torre di avvistamento, parte del macchinoso quanto poco efficace sistema difensivo inaugurato nel Cinquecento in Sicilia. A questa torre, detta "di fuori" ne corrispondeva un'altra, quella "di terra", di forma circolare, che ancora si può osservare a sinistra del paese e che costituisce la più antica emergenza architettonica del luogo.


Un'altra leggenda, che unisce le vicende di Isola delle Femmine a quelle della vicina Capaci, vuole che il nome dell'isoletta derivi dalla presenza qui, in tempi remotissimi, di una minuscola comunità di donne turche, condannate all'esilio dai loro stessi congiunti per una non specificata colpa. Per anni le disgraziate vissero sull'isoletta nella torre da loro stesse costruita, fin quando i parenti, pentiti del proprio gesto, le raggiunsero per fare pace. Decisa a ricomporsi, la piccola colonia si trovò a fare i conti con la ristrettezza dello spazio a disposizione e decise di spostarsi sulla terraferma, dove fondò il nuovo paese di Capaci. Effettivamente anche la storia crea un legame fra Capaci ed Isola delle Femmine, ma lo basa su interessi economici: furono i pescatori di Capaci, infatti, che si recavano nel braccio di mare antistante Isola per pescare i tonni, a creare il primo nucleo della futura cittadina, realizzando una tonnara in piena regola alla quale appoggiarsi nel periodo di passaggio dei grossi pesci.


All'ombra della tonnara sorse più tardi una chiesetta ad uso dei pescatori e per lungo tempo, a causa della paura dei pirati che saccheggiavano i paesi della costa, insieme alla già nominata torre di avvistamento queste due furono le uniche costruzioni nel territorio isolano. Al principio dell'Ottocento, finalmente, pur essendo caduta in disuso la tonnara, i primi pescatori diedero vita al nuovo borgo marinaro che nel 1855, staccatosi da Capaci, divenne Comune autonomo. Circa un secolo più tardi, dopo un periodo di spopolamento dovuto alla massiccia emigrazione negli Stati Uniti, dove si raccolsero nella folta comunità di Pittsburgh, Isola delle Femmine riprese a crescere, acquistando l'attuale fisionomia di centro balneare. Naturalmente il turismo non è l'unica attività economica: fabbriche di arredamento, produzione di ceramiche (ad Isola delle Femmine ha sede lo stabilimento La Musa, noto per le belle ceramiche artistiche) e di imbarcazioni tipiche impegnano ugualmente gli isolani, garantendo al comune un certo benessere.

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